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Megalomania…

Pubblicato in invedibili, politics da marco.inge il 27 March, 2008

che Beppe Grillo (e/o i redattori del suo blog) avessero da tempo perso il senso della realta’, tracimando in una deriva qualunquistica/antipolitica senza precedenti, mi era parso chiaro sin dai tempi del V-Day.

[peccato, certe sue/loro battaglie erano altamente condivisibili…]

Ma che si arrivasse a spacciare per una lettera del Presidente della Cina Hu Jintao indirizzata nientepopodimeno che a Beppe Grillo (e altri…) il discorso tenuto dal Presidente Cinese in occasione del Tibet’s Peaceful Liberation Anniversary Rally del 19 luglio del 2001 (!?!?!?), questo non sarei proprio riuscito ad immaginarlo…

Perche’ i casi sono due:

  • o il Presidente Cinese ricicla i discorsi (anche quelli datati di parecchio…)
  • o Beppe Grillo e il suo staff hanno veramente perso la bussola propinandoci un fake di proporzioni inimmaginabili…

valesse la seconda, la diagnosi di Megalomania non potrebbe essere piu’ appropriata…

PS un grazie ad Abele per l’ottimo lavoro investigativo…

Omicidio Volontario

Pubblicato in invedibili, politics da marco.inge il 24 February, 2008

Questo e’ il reato contestato all’amministratore delegato della ThyssenKrupp per la carneficina di Torino. Una volta tanto la magistratura e’ stata di parola, e’ ha chiuso l’inchiesta in tempi brevi. E con imputazioni pesanti.
Perche’ il mandare la gente a lavorare in posti come quello, con manutenzione azzerata e sistemi di sicurezza inesistenti equivale a mandarli (consapevolmente) incontro alla morte. Il tutto ovviamente e allegramente, in nome del dio denaro.
Spero che il signor Harald Espenhahn e gli altri cinque indagati possano marcirci, in galera.
Si’. Marcirci…
Loro e tutti coloro i quali ritengono che sull’altare del profitto possa essere sacrificata la vita delle persone.

Da che pulpito…

Pubblicato in invedibili, politics, una.banda.di.idioti da marco.inge il 24 May, 2007

Luca Cordero di Montezemolo (presidente di Confindustria):

“La politica è la prima azienda italiana con quasi 180.000 eletti. Il costo della rappresentanza politica nel suo complesso in Italia è pari a quello di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna messi insieme. Il solo sistema dei partiti costa al contribuente 200 milioni di euro l’anno, contro i 73 milioni della Francia. E mi riferisco ai contributi diretti. Stime recenti parlano di un costo complessivo della politica vicino ai 4 miliardi di euro”.

Sono dati che si commentano da soli, direi…
E fin qui nulla di male [se non per un certo “odore” di populismo che aleggia dietro queste parole…).

Se però, caro Presidente di Confindustria, vogliamo proprio confrontarci con l’Europa, sarebbe più onesto farlo a 360 gradi.
A tutto tondo.

Magari portandoci su territori di sua più stretta competenza…
Visto che proprio si vuol parlare di Europa, perchè non parliamo di impresa?
E magari, di retribuzioni?

In Italia un operaio guadagna in media, al lordo, 21 mila euro, contro i 29 mila della Francia, i 32 della Svezia, i 35 del Belgio, i 37 dell’Olanda, i 39,7 della Gran Bretagna, i 41 della Germania, i 42 della Danimarca.

E’ Europa anche questa,  o no?

Certo, nessuno disconosce che le imprese italiane hanno avuto e hanno un grande merito in questa ripresa dell’economia italiana. Lei dice:

“Noi abbiamo rifiutato la logica del declino. Noi ci siamo rimboccati le maniche, è a noi in primo luogo che si deve l’aver fatto uscire il Paese dalle secche della crescita zero”

Ma non sarà che (come al solito) in Italia la competitività delle imprese, più che con la creatività, la buona gestione manageriale, l’innovazione di prodotto, di processo, la ricerca e i relativi investimenti, la si mantiene alta tagliando (o mantenendo a livelli scandalosamente bassi) il costo del lavoro?

Mah… A giudicare dalla risposta del Suo Vicepresidente sul contratto dei metalmeccanici, mi sembra che valga la seconda. 
L’Europa forse va bene solo quando fa comodo? 

Libera chiesa in libero Stato?

Pubblicato in invedibili, politics da marco.inge il 13 May, 2007

Ci sarebbero tante cose da scrivere, sulla giornata di ieri, sulla prove di forza del clericalismo montante e asfissiante che abbiamo visto celebrato in un’omelia collettiva a piazza San Giovanni.
Ma ha gia’scritto tutto lui.
Non mi resta che sottoscrivere incondizionatamente e integralmente.

Esportazione della Democrazia

Pubblicato in invedibili, politics, una.banda.di.idioti da marco.inge il 16 January, 2007

Dati ONU:
34.452 i civili uccisi in Iraq nel 2006.
36.685 i feriti.
Una media di 2871 morti al mese, 94,4 morti al giorno.

Non c’è che dire. La politica di esportazione della democrazia dell’amministrazione Bush sta ottenendo ottimi risultati…

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Dimissioni

Pubblicato in invedibili, politics, una.banda.di.idioti da marco.inge il 9 November, 2006

Donald RumsfieldDopo la batosta repubblicana nelle elezioni di mid-term, con il Senato e la Camera a maggioranza Democratica, si dimette Donald Rumsfeld, segretario alla Difesa dell’amministrazione Bush. Il fautore della fallimentare occupazione dell’Iraq.

Al di la della versione di facciata, sembra che le cose siano andate cosi: appena appreso che i Democratici avevano in mano entrambi i rami del parlamento americano, il buon Donald ha dato istruzioni al Pentagono di approntare tempo zero un piano di invasione di Washington con relativa occupazione del Parlamento e deportazione dei neo-deputati e neo-senatori a Guantanamo.
All’obiezione, sollevata da Condoleeza Rice, che comunque erano cittadini americani e che anche Washington era gia territorio americano e non si poteva, sembra che Donald abbia risposto:
e che centra? anche Saddam è sempre stato nostro amico, eppure l’Iraq l’abbiamo inavaso, no?”
Le sue profonde argomentazioni sembra che comunque non abbiano convito Bush, che alla fine, obtorto collo, è stato costretto a obbligarlo alle dimissioni.

Il mondo intero, sentitamente, ringrazia…

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Destra democratica?

Pubblicato in invedibili, politics da marco.inge il 7 November, 2006

Richiesto rinvio a giudizio per Storace, ex governatore del Lazio, e altre nove persone, tutte di area AN, per le vicende relative agli illeciti compiuti durante la passata competizione elettorale. Si tratta delle famose false liste di sottoscrittori per della lista concorrente “Alternativa Sociale con Alessandra Mussolini”.
Da un lato, con la complicita di solerti funzionari di Laziomatica (ma come fa un’agenzia regionale di informatica a chiamarsi così? sembra la bruttacopia di quella del gioco del lotto…) si è andati a verificare la bontà dei nomi riportati nelle liste vere. Dall’altro, si è creata una serie di liste palesemente false, con nominativi eccellenti e al limite del ridicolo, al fine di invalidare l’ammissibilita della Mussolini alla competizione elettorale.
Ma dopo il bidè collettivo effettuato in pompa magna con una sciacquatina della sacra acqua di Fiuggi, quelli di AN non erano finalmente diventati dei democratici convinti?
Non avevano finalmente rinnegato tutto il passato? Non avevano detto che si riconoscevano in toto nei valori democratici (che prevedono una sana e legale competizione elettorale e vinca il migliore)?
Mah?!?
Mi sa che questi, con metodi diversi, continuano a essere fascisti dentro

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Cinque anni fa…

Pubblicato in invedibili, politics da marco.inge il 11 September, 2006

Cinque anni fa due aerei di linea colpivano, abbattendole,  le Twin Towers di New York. Un terzo aereo di linea si schiantava contro il Pentagono, simbolo della potenza militare Americana.
Era il primo attacco subito dagli Satati Uniti d’America direttamente sul proprio suolo. Qualcosa di molto simile a una nuova Pearl Harbour.

Molto simile alla nuova Pearl Harbour che, un’anno prima (settembre 2000),  il comitato Project for a new American Century, think-thank NeoCons avente come finalità il gettare le basi per un nuovo ordine mondiale (a controllo assoluto Americano, manco a dirlo) e che fra i promotori includeva Rumsfield, Cheney, Bush, Wolfowitz,  auspicava a gran voce. 
Si legge nel rapporto Rebuilding America’s Defenses:

[…] il processo di trasformazione, anche se portera’ ad un cambiamento rivoluzionario, sara’ verosimilmente un processo lungo, senza un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbour. […]

Da allora, il mondo è cambiato.
A quelle distruzioni, a quelle morti, a quella sofferenza se ne sono aggiunte altre, sparse per il mondo.
In Afghanistan, a Londra, a Madrid, in Egitto, in Irak.

Non voglio qui esprimere opinioni. Sarebbe sterile e privo di senso.
Ma nel bombardamento mediatico a senso unico (pieno di retorica e di approssimazioni interessate) a cui presumibilmente saremo sottoposti, vi consiglio la visione di questo documentario.

911 Loose Change.
Basato su materiale raccolto in rete da due ventenni americani [Dylan Avery e Korey Rowe], e’ un documento sconvolgente.
E’ semplice fact finding.
Ma mostra la potenza della verita’ documentale contro il potere della menzogna propagandistica.
E lascia letteralmente senza parole.
Perche’ ripropone la domanda fondamentale che vale per tutti i terrorismi: cui prodest?

filmato e traduzione in italiano resi disponibili da una collaborazione con:

non voglio dimostrare niente, voglio mostrare - Federico Fellini

Watch Now:
  
 
 911 Loose Change: Riproduci ora

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Genova 2001: per non dimenticare…

Pubblicato in invedibili, politics da marco.inge il 26 July, 2006

carlo giuliani

G8.
Genova, Luglio 2001.
Violenza. Cariche della Polizia su manifestanti inermi. Citta’ messa a ferro e fuoco da presunti Black Block (di cui neanche uno e’ stato arrestato). Irruzioni cilene alla scuola Diaz. Orrore nel carcere di Bolzaneto. Torture. Brutalita’. L’assassinio di Carlo Giuliani.
Secondo Amnesty International, una delle piu’ grandi e palesi violazionei dei diritti umani avvenute nell’Europa cosiddetta civile e democratica nel dopoguerra.
Il ricordo di quei fatti, di quella violenza barbara e gratuita, eppure pianificata, quasi tentazioni a lungo represse e soffocate pensassero, a tutti i livelli, visto il mutato scenario politico, di poter finalmente trovare libero sfogo, prende alla gola e lascia senza parole…
allora ho avuto l’impressione che si trattasse di prove generali per un qualcosa che avrebbe potuto andare al di là, molto al di là della barbarie che pure è stata di proporzioni immani…
il passaggio da uno stato di diritto a uno stato di polizia, in cui alla legalità si sostituisce l’arbitrio, e in cui le voci del dissenso vengono represse. punto.
per fortuna la mobilitazione di chi c’era stato, i racconti, l’impegno anche mediatico, soprattutto dei quotidiani, l’attenzione del mondo e la magistratura (mai come allora ho ringraziato fosse un organismo indipendente) hanno ricacciato certe tentazioni nel cassetto.
ma il vulnus rimane, ed è grandissimo.
e dimostra che il considerare la libertà (e le libertà) come un qualcosa di acquisito, di dato a prescindere, è un errore grandissimo.
e che non bisogna mai smettere di vigilare.
mai.

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Nazi-sionisti

Pubblicato in invedibili, politics da marco.inge il 19 July, 2006

nazi-sionisti
Giusto per rimanere in tema, foto di bambino (o bambina?) Libanese morto sotto le bombe israeliane, col beneplacito o l’imbarazzato silenzio del mondo intero.
700.000 profughi, non so quanti morti…
E tutto questo per due militari rapiti??????????
Non so a voi, ma a me questi nazi-sionisti mi hanno rotto veramente il cazzo!!!!!!!!!!!!

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