Una Banda di Idioti
Una banda di idioti.
Tutti, nessuno escluso.
E lo dico non perchè nutra umana pietà per Franco Turigliatto e Fernando Rossi.
Questi due sono i Capi Idiota, questa volta, ed è giusto che si prendano tutti i meriti del caso.
No. Lo dico perchè non riesco a capire come una massa di persone (che più o meno votano come voto io) debbano sempre e comunque scaldarsi (e scaldare le piazze) su questioni che seppur importanti ritengo abbastanza marginali (leggasi, sotto sotto, rifinanziamento della Missione in Afghanistan), mentre invece si scaldano molto poco (o non si scaldano affatto) su questioni che io riterrei di vitale importanza per una persona che si dice di Sinistra.
E debbano applaudire ad una presa di posizione sterile e infantile come quella di ieri (far cadere un governo che si è votato, e che rappresenta, per lo stato delle cose, il migliore possibile) semplicemente perchè si pensa di aver difeso questioni di principio inderogabili, soprattutto su una mozione sulla Politica Estera che qualunque sinistra europea non avrebbe avuto difficoltà ad applaudire.
Vogliamo qualche esempio pratico?
Per rimanere nella sfera dei DIRITTI (patrimonial/personali), dov’erano questi barricadero quando è passato il decreto sulla Previdenza Complementare, che tramite il meccanismo del silenzio-assenso scippa il TFR dei lavoratori per consegnarlo d’ufficio alle lobbies sindacalbancariofinanziare, con rendimenti incerti e condizioni (alla luce dei fatti) molto peggiori di quelle attuali?
Oppure, per parlare di DIRITTI di altro spessore, dove saranno, quando grazie alla genialata dei due Capi Idiota di cui sopra, ci ritroveremo con un bel Governo allargato al centro e di PACS, DICO, fecondazioni assistite o quant’altro non si potrà neanche più parlare?
Perchè se vogliamo, il punto è proprio questo: per false questioni di principio si è gettato a mare l’unica questione di principio per cui, secondo me, varrebbe la pena di fare le barricate.
La laicità dello Stato.
I due Capi Idiota di ieri (e tutti i militonti che li applaudono), proprio questo non hanno capito. Che con il loro non-voto duro e puro, senza se e senza ma hanno ridato cittadinanza allargata (perchè purtroppo mai l’ha persa) proprio a quella parte d’Italia che rappresenta il più oggettivo ostacolo alla modernizzazione laica dello Stato.
E hanno posto in essere la possibile negazione di sacrosanti Diritti Civili che, se le cose politiche prenderanno la piega che sembra, difficilmte trovaranno diritto di cittadinanza in questo Paese.
Perchè non stiamo a girarci attorno.
Ieri i due (e i loro plaudenti sostenitori barricaderi) hanno fatto il gioco di Andreotti-Belzebù e della CEI: quello di far cadere il Governo, di allargarlo al Centro per renderlo apparentemente più solido scambiando nel contempo tale sostegno con il congelamento di tutti i provvidemnti in cantiere a loro sgraditi.
Se così non fosse, ma perchè mai Andreotti avrebbe dovuto votar contro una delle Mozioni di Politica Estera più andreottiane che si possano immaginare?
Si accettano scommesse…
PS certo che a Sinistra, lo sport di tagliarsi le palle per far dispiacere alla moglie è sempre fra i più praticati…
14 febbraio
forse ci si potrà domandare che giorno è, oggi.
oggi, 14 febbraio, è semplicemente mercoledì…
nulla di più di un normalissimo mercoledì.
giusto per chiarir(mi) un concetto…..
Luoghi comuni…

Premetto che, come dice Axell, questo è un post ASSOLUTAMENTE autoreferenziale…
Che racconta però come, nonostante i luoghi comuni sui torinesi schivi e riservati e sulla loro incapacità di comunicare, anche nell’epoca del WEB 2.0 si possano fare di persona incontri interessanti, conoscere persone stimolanti e passare una piacevolissima serata con dei perfetti sconosciuti. Complice l’enoteca del (porco) borgo, che da questo punto di vista è un riferimento sicuro, sia per le possibilità di socializzazione che offre, sia per i personaggi interessanti che abitualmente (e non) la frequentano (dal che ne discende ovviamente il punto precedente).
[che cosa ci faccia in una fornitissima enoteca, famosa per la ricchissima selezione di champagne, un non-bevitore come me e’ una domanda legittima… risposta legittima e’ che ci beve succhi di frutta e socializza. punto].
Fatto sta che la scorsa settimana stavo facendo una telefonata con un’amica sulle vicende pubbliche di Berlusconi e della di lui consorte: il mio commento, involontariamente ascoltato da tutti i presenti, è stato che nonostante la puzza di montatura ad hoc che permeava tutta la vicenda, il nano pelato si è dimostrato come al solito un cafone senza pari… e che probabilmente la di lui consorte, più che infastidita dal suo gallismo tout court, è stata infastidita GIUSTAMENTE dall’oggetto dei suoi complimenti. Perchè il nano si è messo a corteggiare non una Primo Ministro, nè una personalità di caratura internazionale.
No. Si è messo a batterla a una serie di aspiranti veline o letterine, la cui avvenenza è probabilmente inversamente proporzionale alla loro intelligenza. [leggasi: aspiranti puttanoni completamente privi di sistema nervoso]… dal che concludevo che (da rendersi pubblica tramite apposita lettera a giornale o meno) l’incazzatura di Veronica era più che giustificabile…
Questo mio punto di vista, risultato divertente ad un gruppo di persone, ha innescato una serie di battute esilaranti sul nano, sull’Italia e soprattutto su quanto siamo fessi noi a cadere continuamente nella rete (televisiva) dei gossip, che sembrano confezionati ad arte per distogliere la nostra attenzione dai problemi veri. Da lì, il passare a parlare di Garessio (mio paesello di origine… come si diceva una volta “ridente localita’ turistica delle Alpi Marittime“… ma ridente de che??? verrebbe da dire adesso) passando poi a Giuseppe Penone (che a Garessio e nei suoi boschi ha realizzato gran parte delle sue opere) e l’arte povera, per scoprire che Hilario e Matteo nell’ordine, sono due artisti giovani ma (a parer mio) molto promettenti, in una strampalata vacanza londinese sono stati ospitati da Massimo, mio compaesano figlio di una mia insegnante e poi amica (entrambi, per motivi diversi, dei veri personaggi) e che oggi alle ore 18 e 30, presso Ermanno Tedeschi Gallery, in via Giulio 6, avrebbero inaugurato una mostra (Finisterrae, appunto…) la strada è stata brevissima…
Così come naturale è stato finire a mangiare con loro (e con Betta, una Saretta un po’ meno incazzata del solito e altre amiche varie ed assortite), in un posto che, culinariamente parlando, non merita menzione se non negativa, ma che è stato teatro di piacevoli chiacchiere, ora leggere ora impegnate, ma sempre e assolutamente stimolanti.
Il tutto con dei perfetti sconosciuti. A Torino. A.D. 2007.
Alla faccia dei luoghi comuni…
Ovviamente questa sera andrò all’inaugarazione della mostra. Sono curioso, molto.
Ma se tanto mi da tanto Isola & Norzi sapranno suscitare riflessioni stimolanti.
PS seguirà post dedicato alla mostra. Forse…












