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il blog di marco.inge

Chissà?!?

Pubblicato in personalia, urbe.olympica da marco.inge il 25 September, 2006

Il mio blog è valutato $12,984.82.
E il tuo?
 

Dubito fortemente che qualcono possa essere interessato a spendere una cifra del genere per un blog come il mio…
Anche perchè la domanda sorgerebbe spontanea: “ma per farci COSA???”
Ma avendo io (as usual) parecchio bisogno di liquidi, non si sa mai…
…metto l’anuncio pubblicitario in bella vista e aspetto!
Se qualcuno vuol farsi avanti…

PS il bisogno di liquidi, oggi, è particolarmente sentito.
Anche perchè fino all’altro giorno, l’avere come unico mezzo di locomozione uno scooter aveva il suo bel perchè: risparmio, facilità di muoversi nel traffico, riscoperta di luoghi (anche notturni) della città assolutamente infrequentabili altrimenti (per ovvi problemi di parcheggio), un certo appeal estivo sulla popolazione femminile (che da che mondo e mondo ama girare con i capelli al vento), ma soprattutto faceva sentire tanto tanto gggggiovane (cosa che alla mia età è cosa assolutamente priceless)…
Ma oggi, con questa pioggia fine fine e battente, che si sta accanendo impietosa sulla città,  anche un automibile avrebbe il suo bel perchè.
Da cui la necessità urgente di liquidi.
Quindi, acquirenti potenziali, fatevi avanti, ok?

Nel caso, assolutamente probabile, che nessuno si faccia avanti, c’è qualcuno che mi offre un passaggio???

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Pensiero…

Pubblicato in personalia da marco.inge il 25 September, 2006

…assolutamente personale:

…con una lucciola che te l’illumina
se sposti un ricciolo ti vedo l’anima…

Toti Scialoja

Ikea Marketing…

Pubblicato in personalia da marco.inge il 17 September, 2006

vivere assieme

…o marketing su se stessi per diventare finalmente adulti?
Come sempre questi svedesi non smettono mai di stupire.
E colgono nel segno…
Ma per vincere certe paure, puo’ bastare?
Cosi’ fosse, avrei la carta di credito gia’ affilata e pronta all’uso…

PS post assolutamente dedicato a chi sa…

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Oriana e LA Fallaci

Pubblicato in personalia, politics da marco.inge il 15 September, 2006

E’ morta Oriana Fallaci.
L’Alieno, il cancro che lei chiamava cosi’, ha vinto. Cancro che si era convinta di aver contratto a causa dei pozzi di petrolio incendiati da Saddam nella prima guerra del Golfo. Come se questa cossiddetta “Civilta’ Occidentale”, di cui lei, LA Fallaci, aveva deciso di diventare ultimo baluardo, di cancri non ne producesse a migliaia, molto piu’ banalmente, senza scomodare l’epicita’ di gigantesche colonne di fumo nero che salgono verso il cielo. Non li producesse a migliaia per le strade, nelle fabbriche, nei campi impestati di chimica, nello squallore delle periferie cosi’ come nelle dorate turris eburnee delle colline e dei superattici esclusivi.

Ma lei era ormai diventata LA Fallaci, quella de La rabbia e l’orgoglio, quella della superiorita’ della civilta’ occidentale, quella dell’Islam ricettacolo di tutti i mali, quella delle guerre di religione (lei, toscana e anticlericale, diventata prototipo della peggior piaggeria clericalista), quella che ha prestato la sua penna, sempre caustica ed incisiva bisogna dirlo, alla peggior retorica Neocons, clericalmente interessata, del nuovo ordine mondiale, della pax amerikana, della finta democrazia esportata con le bombe a frammentazione e con il fosforo bianco.
Singolare la vicenda di questo libro, La rabbia e l’orgoglio, nato da un articolo scritto per il Corsersera il 29 settembre 2001, articolo rancoroso, esagerato, fuori dalle righe, che non avrebbe potuto che destar scandalo ed aprire la polemica. Comprensible, nella limitatezza di spazio di un articolo di giornale, per le circostanze ambientali ed emotive in cui e’ stato scritto. Molto meno comprensibile, dall’idea di un articolo e dai pochi (e abbastanza banali) concetti espressi in uno spazio cosi’ esiguo, dettati dal rancore piu’ che dall’intelligenza, ricavarne un intero libro. E condirlo con tutto l’apparato culturale di cui si dispone, nobilitando e argomentando i luoghi comuni piu’ retrivi, e scomodando periodi della nostra storia (e i valori che ne sono stati il motore) come il Risorgimento o addirittura la Resistenza, che con l’intolleranza, il fideismo, le verita’ rivelate, la presunzione di superiorita’ non centrano affatto.

Ma lei ormai era diventata LA Fallaci.

Esagerata, rancorosa, come solo chi odia il mondo dei vivi perche’ si sente gia’ morto puo’ esserlo.
E non voglio giudicare quali percorsi, quale disperazione, quale immane tragedia debba essere stata la non-capacita’ di elaborare una lutto percepito come ineluttabile e incontrovertibile. Ciascuno di fronte alla morte si pone come sa, come riesce, e come vuole. E nessuno puo’ giudicare.

Oriana FallaciIo vorrei invece ricordarla come Oriana.
Oriana giovane partigiana di Giustizia e Liberta’ nella Firenze occupata dai nazisti.
Oriana del Viet Nam, dell’assurdita’ della guerra. Delle irriverenti ed esagerate interviste ai potenti della terra.
Oriana di Quando il sole muore. Di Lettera ad un bambino mai nato.
Oriana compagna di Alekos Panagulis, poeta ed eroe della resistenza contro la dittatura dei Colonnelli in Grecia. Quella che ci lascia in Un uomo l’indelebile ritratto di chi ha pagato con la vita il suo sogno di libertà. Che insegna a non rassegnarsi, a non adeguarsi, di non subire le storture del potere, di non essere pecore del gregge ma uomini consapevoli e coraggiosi custodi della propria libertà. Che scuote nell’intimo, graffia l’anima di ogni uomo e donna, e commuove [e se sei riuscita a commuovere Lei, Oriana, vuol dire che hai trovato la password universale].

Questa persona vorrei ricordare: Oriana.
E a questa persona, Oriana, vorrei augurare di poter riposare in pace.

LA Fallaci invece, facccia come crede.
L’augurio per tutti e’ che sia lei che i suoi interessati e rancorosi adoratori, ci lascino finalmente riposare in pace.

Cinque anni fa…

Pubblicato in invedibili, politics da marco.inge il 11 September, 2006

Cinque anni fa due aerei di linea colpivano, abbattendole,  le Twin Towers di New York. Un terzo aereo di linea si schiantava contro il Pentagono, simbolo della potenza militare Americana.
Era il primo attacco subito dagli Satati Uniti d’America direttamente sul proprio suolo. Qualcosa di molto simile a una nuova Pearl Harbour.

Molto simile alla nuova Pearl Harbour che, un’anno prima (settembre 2000),  il comitato Project for a new American Century, think-thank NeoCons avente come finalità il gettare le basi per un nuovo ordine mondiale (a controllo assoluto Americano, manco a dirlo) e che fra i promotori includeva Rumsfield, Cheney, Bush, Wolfowitz,  auspicava a gran voce. 
Si legge nel rapporto Rebuilding America’s Defenses:

[…] il processo di trasformazione, anche se portera’ ad un cambiamento rivoluzionario, sara’ verosimilmente un processo lungo, senza un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbour. […]

Da allora, il mondo è cambiato.
A quelle distruzioni, a quelle morti, a quella sofferenza se ne sono aggiunte altre, sparse per il mondo.
In Afghanistan, a Londra, a Madrid, in Egitto, in Irak.

Non voglio qui esprimere opinioni. Sarebbe sterile e privo di senso.
Ma nel bombardamento mediatico a senso unico (pieno di retorica e di approssimazioni interessate) a cui presumibilmente saremo sottoposti, vi consiglio la visione di questo documentario.

911 Loose Change.
Basato su materiale raccolto in rete da due ventenni americani [Dylan Avery e Korey Rowe], e’ un documento sconvolgente.
E’ semplice fact finding.
Ma mostra la potenza della verita’ documentale contro il potere della menzogna propagandistica.
E lascia letteralmente senza parole.
Perche’ ripropone la domanda fondamentale che vale per tutti i terrorismi: cui prodest?

filmato e traduzione in italiano resi disponibili da una collaborazione con:

non voglio dimostrare niente, voglio mostrare - Federico Fellini

Watch Now:
  
 
 911 Loose Change: Riproduci ora

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Pensiero…

Pubblicato in personalia da marco.inge il 6 September, 2006

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…a chi se ne è andato
e non ritorna
A chi è sempre rimasto
e rimane ancora
A chi non c’era, ma c’è adesso
A chi rimanendo
non è mai stato qui
A chi credevo fosse andato
e invece forse
A chi va via
per rimanere…

parole. parole vere. vere della durezza della pietra. dinamiche dell’energia del mare.
vive come la vita.
trovate qui e qui

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