Genova 2001: per non dimenticare…

G8.
Genova, Luglio 2001.
Violenza. Cariche della Polizia su manifestanti inermi. Citta’ messa a ferro e fuoco da presunti Black Block (di cui neanche uno e’ stato arrestato). Irruzioni cilene alla scuola Diaz. Orrore nel carcere di Bolzaneto. Torture. Brutalita’. L’assassinio di Carlo Giuliani.
Secondo Amnesty International, una delle piu’ grandi e palesi violazionei dei diritti umani avvenute nell’Europa cosiddetta civile e democratica nel dopoguerra.
Il ricordo di quei fatti, di quella violenza barbara e gratuita, eppure pianificata, quasi tentazioni a lungo represse e soffocate pensassero, a tutti i livelli, visto il mutato scenario politico, di poter finalmente trovare libero sfogo, prende alla gola e lascia senza parole…
allora ho avuto l’impressione che si trattasse di prove generali per un qualcosa che avrebbe potuto andare al di là, molto al di là della barbarie che pure è stata di proporzioni immani…
il passaggio da uno stato di diritto a uno stato di polizia, in cui alla legalità si sostituisce l’arbitrio, e in cui le voci del dissenso vengono represse. punto.
per fortuna la mobilitazione di chi c’era stato, i racconti, l’impegno anche mediatico, soprattutto dei quotidiani, l’attenzione del mondo e la magistratura (mai come allora ho ringraziato fosse un organismo indipendente) hanno ricacciato certe tentazioni nel cassetto.
ma il vulnus rimane, ed è grandissimo.
e dimostra che il considerare la libertà (e le libertà) come un qualcosa di acquisito, di dato a prescindere, è un errore grandissimo.
e che non bisogna mai smettere di vigilare.
mai.
Lezioni di Politica Estera: La Palestina
dalla seduta del Senato della Repubblica del 18 luglio c.a.,
[non sono fra gli estimatori della figura politica dell’ex Divo Giulio, ma bisogna riconoscergli che su certe questioni, in politica estera, ha il coraggio e l’intelligenza di dire le cose come stanno. Sottoscrivo in toto.]
ANDREOTTI (Misto). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANDREOTTI (Misto). Signor Presidente, credo che su questo problema vi sia una linea italiana che prescinde dalle modifiche di carattere strutturale dei Governi. È la linea che il senatore Colombo ha prima ricordato e che nacque proprio a Venezia, quando per la prima volta, nel 1980, si parlò del dialogo necessario tra israeliani e palestinesi.
Era una novità: due anni più tardi profittammo della conferenza dell’Unione interparlamentare tenutasi a Roma, per invitare Arafat, che ricordo in quel momento non aveva il visto non solo per andare negli Stati Uniti, ma nemmeno negli altri Paesi europei. Arafat venne - certamente sapevamo già prima ciò che avrebbe detto nel suo discorso - e annunciò che, se si fosse instaurato il dialogo, l’OLP avrebbe cancellato dal suo statuto la demonizzazione dello Stato Israele.
C’è voluto del tempo, si sono fatti dei passi avanti e dei passi indietro. Sta di fatto, però, signori, che nel 1948 l’ONU ha creato lo Stato di Israele e lo Stato arabo: lo Stato di Israele esiste, lo Stato arabo non esiste. (Applausi dal Gruppo RC-SE). Esiste questa tappa intermedia, che non può essere considerata definitiva e che ha lacerato anche l’interno del mondo palestinese. Adesso è di moda dir bene di Arafat, perché è morto, ma quando era vivo non molti dicevano bene di lui.
Nazi-sionisti

Giusto per rimanere in tema, foto di bambino (o bambina?) Libanese morto sotto le bombe israeliane, col beneplacito o l’imbarazzato silenzio del mondo intero.
700.000 profughi, non so quanti morti…
E tutto questo per due militari rapiti??????????
Non so a voi, ma a me questi nazi-sionisti mi hanno rotto veramente il cazzo!!!!!!!!!!!!
L’atomica.
Israele (a torto o a ragione, io personalmente propenderei fortemente per la prima, qualunque cosa abbiano combinato i Palestinesi…) decide di far la guerra ad un paese sovrano, il Libano.
Precariamente sovrano, mi si dirà, visto che nel suo territorio hanno la loro roccaforte armata gli Hezbolla, e che è stato occupato dalle truppe siriane fino a poco tempo fa. Ma comunque è un paese sovrano, col suo seggio nell’assemblea dell’ONU, il suo governo, i suoi trattati bilaterali etc etc etc.
Israele, di tutto questo, parlando fuori dai denti, se ne strafotte. E mentre bombarda con l’artiglieria e gli aerei le roccaforti Hezbolla, magari fa cascare qualche colpo pure sull’aeroporto, sui quartieri residenziali di Beirut, sui ponti…
Così, visto che vale il detto melius abundare quam deficere… Fra qualche giorno magari tiriamo qualche colpo da 155 mm anche su due asili e un ospedale… Che non fa mai male.
Noi, il mondo civile, quello dell’esportazione della democrazia, quello dei diritti, quello della legalità che facciamo?
Di concreto, nulla, direi…
Immobilismo interessato da parte degli Stati Uniti (sì, proprio loro, quelli del colpo in canna sempre pronto come John Wayne, che se ne stanno zitti zitti a farsi strizzare le palle dalla vera o presunta lobby ebraica).
Sterile affannarsi di dichiarazioni di principio condite di distinguo bizantini da parte dell’Europa: dichiarazioni che ovviamente non sortiscono nessun effetto pratico.
L’ONU, come al solito, persa nei veti contrapposti di organismo non-democratico qual’è, nella sua sterile impotenza di mente divisa senza braccio armato che possa concretamente minacciare ed imporre…
Inizio seriamente a pensare che in medio oriente servirebbe veramente un’altra “media” potenza più o meno pari ad Israele, in modo da creare un’autoregolazione dei comportamenti reciproci basata sugli equilibri di forza…
Se ci fosse qualcuno in medioriente capace di competere con Israele ad armi pari (forte e potente allo stesso modo, nè più nè meno) il problema non sussisterebbe, perchè Israele non avrebbe mai attaccato il Libano… si sarebbero messi d’accordo diversamente.
Invece l’ha attaccato (a torto o a ragione non saprei, io propenderei fortemente per il torto) perchè non ha nulla da temere da nessuno.
La media potenza c’è già. Come PIL, dimensioni, popolazione, fonti energetiche e tutto il resto non può che esser l’IRAN…
C’è una cosa che manca all’Iran per poter fare veramente paura ad Israele. Una cosa che Israele invece ha…
[Sì, sto per dire la parola vietatissima, quella che è bandita da qualunque discorso politically correct.]
L’ATOMICA [nel senso di bomba]…
Domanda provocatoria: siamo così sicuri che l’impedire all’IRAN di avere tecnologia nucleare faccia bene alla pace? O piuttosto fa un gran bene alla pace (o alla guerra, a seconda di come gli gira) del più forte e dei suoi protettori?
si vis pacem para bellum, si diceva una volta
meglio se a prepararla la guerra sono in due, contrapposti, e sono più o meno alla pari…
Atarassia
Caldo. Umido. Superlavoro. Mollezza generica diffusa.
Assoluta mancanza di voglia di scrivere.
Seguiranno a breve giro di post(a), post su:
- decreto su liberalizzazioni di mercato, della serie perche’ in Italia le cose liberiste le devono fare quelli di sinistra
- quanto mi stanno facendo incazzare i tassisti
- antropolologia da bar su festeggiamenti esagerati per le vittorie della nazionale, della serie e’ piu’ snob criticare o partecipare?
- necessita urgente del divieto di vendita delle trombe da stadio (sul sistema nervoso fanno piu’ danni del crack)
- gobbi in C
- spocchia e qualunquismo tedeschi ridicolizzati sul campo, della serie riuscite a far ridere solo quando ve ne tornate a casa piangendo…
Per adesso, lasciatemi solo dire che oggi, bacerei persino Buffon e Del Piero…












