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il blog di marco.inge

Senza Parole

Pubblicato in politics da marco.inge il 31 May, 2006

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SuperChiamparino aka sarà tutto oro quel che luccica?

Pubblicato in politics, urbe.olympica da marco.inge il 30 May, 2006

Sergio ChiamparinoSergio Chiamparino 307.913 voti (66.6 %).
Rocco Buttiglione    136.134 voti (29.4 %).

Sono cifre che parlano da sole.
Che parlano di plebiscito (quasi).
Complice forse il successo delle Olimpiadi. Così vicine e così presenti nell’immaginario emozionale dei torinesi. Che li ha fatti scoprire orgogliosi della bellezza della propria città, orgogliosi di come la macchina organizzativa abbia funzionato (quasi) alla perfezione.
Tanto da attribuire al Chiampa gran parte del merito dell’ottima riuscita dell’evento planetario.
[Indubbiamente qualche merito, per la parte di competenza, la passata amministrazione ce l’ha… ma esageruma nen…].
Complice soprattutto l’incapacità delle destre di esprimere una classe dirigente non dico credibile, ma neppure passabile. 
A partire proprio dall’incapacità di esprimere un candidato sindaco all’onor del mondo, torinese e credibile. E non è la prima volta. Prima Costa Vs Castellani. Poi Rosso Vs Chiamparino. Adesso Rocco Buttiglione, personalità di spicco (dio, a lui tanto caro, ce ne scampi e liberi…) della destra.
Vittima sacrificale da immolare sull’altare della sconfitta.
Al di la’ dell’ovvio compiacimento per la stravittoria di Chiamparino always on the move, siamo alle solite: si sceglie il meno peggio…

E’ il bipolarismo, bambola… verrebbe da dire.
Ma il fatto che la destra, come classe dirigente, sia praticamente estinta, non e’ una buona notizia di per sè…
Perchè anche la classe dirigente di sinistra, seppur infinitamente migliore, non è che sia esente da pecche… tutt’altro.
E forse avere antagonisti degni di questo nome aiuterebbe ad affrontarle, certe pecche e soprattutto certe commistioni che di sinistra hanno ben poco..
Perchè non è che la destra (intesa come poteri forti, potentati economici e finanziari, lobby dei costruttori et similaria) a Torino non esista.
Anzi, esiste eccome.
E fa valere nel bene (e quasi sempre nel male) tutto il peso dei suoi interessi (quasi sempre molto privati).
Semplicemente qui ha trovato una sponda credibile ed un interlocutore (troppo, forse?) accondiscendente, nella sinistra.
Adesso vediamo Chiamparino cosa farà… Vediamo se sarà in grado di dare una dimensione di sviluppo e di crescita credibile e sostenibile alla citta’, al di la’ dell’eventificio permanente effettivo che sembra essere (l’unica?) idea di sviluppo portata avanti sin’ora.
Idea buona, se integrata da altre soluzioni.
Idea assolutamente di facciata, se perseguita come unico obiettivo.
PS ovviamente rrrocco (Buttiglione) sarebbe stato infinitamente peggio. e quindi sono moderatamente felice…
E’’ che sono un po’ allergico ai plebisciti. perche’ generalente gli effetti collaterali associati sono di gran lunga superiori ai benefici.
PPS mi si tolga una curiosità, vi prego. Ma che testa sproporzionata ha, il Chiampa??? A smia ‘n bucin…
Roba che se avesse dovuto fare il militare, l’avrebbero congedato da subito per la mancanza di copricapi di misura adeguata…

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Casus Belli

Pubblicato in invedibili, politics, una.banda.di.idioti da marco.inge il 21 May, 2006

Il comitato Project for a new American Century, think-thank NeoCons che fra i promotori includeva Rumsfield, Cheney, Bush, Wolfowitz, pubblica, nel settembre 2000, il rapporto Rebuilding America’s Defenses. In esso si dichiara che:

[…] il processo di trasformazione, anche se portera’ ad un cambiamento rivoluzionario, sara’ verosimilmente un processo lungo, senza un qualche evento catastrofico e catalizzatore, come una nuova Pearl Harbour. […]

Il documentario 911 Loose Change sull’attentato dell 11 settembre 2001, basato su materiale raccolto in rete da due ventenni americani [Dylan Avery e Korey Rowe] e’ sconvolgente.
E’ semplice fact finding.
Ma mostra la potenza della verita’ documentale contro il potere della menzogna propagandistica.
E lascia letteralmente senza parole.
Perche’ ripropone la domanda fondamentale che vale per tutti i terrorismi: cui prodest?

filmato e traduzione in italiano resi disponibili da una collaborazione con:

non voglio dimostrare niente, voglio mostrare - Federico Fellini

Watch Now:
  
 
 Loose Change - 11 settembre 2001 - Facts Finding: Riproduci ora

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Analfabetismo Etico

Pubblicato in invedibili, politics, una.banda.di.idioti da marco.inge il 19 May, 2006

Scandalo Moggi. Scandalo Juventus. Scandalo del calcio.magnaccia da Bar dello Sport
Scandalo di un’Italia scandalosa, che non e’ piu’ in grado di darsi una regolata… 
Nel senso di darsi delle regole, di condividerle, di farne l’habitus mentale prima e comportamentale poi, a cui uniformarsi naturaliter.
Non perche’ ci sono regole scritte (sportive, penali) e sanzioni ad esse associate.
Ma semplicemente perche’ e’ naturale e normale comportarsi cosi’.
Invece no.
Ancora una volta in Italia deve intervenire la Magistratura, a estirpare il bubbone.
A raccattare i cocci di un mondo che si e’ disfatto da solo.
Quando ormai il danno e’ fatto. Quando la credibilita’ e’ scesa sotto zero. Quando la correttezza e’ diventata un concetto talmente lontano dalla realta’ delle cose che fa quasi tenerezza parlarne.

E lasciamo stare la soddisfazione tutta Granata di vedere finalmente scritto, nero su bianco, che la Juve ruba. Soddisfazione peraltro condivisa dalla meta’ non Juventina del mondo calcistico.
Tutto scritto nelle aberranti trascrizioni delle telefonate che quel magnaccia da Bar dello Sport che va sotto il nome di Luciano Moggi faceva a tutto il mondo del calcio.
[a guardar bene, mai la fisiognomica Lombrosiana aveva trovato applicazione cosi’ cristallina. Moggi: una faccia che parla da sola.]

Perche’ lo scandalo, il sistema marcio, coinvolge tutti.
Basta far due conti. In 11 anni la Juve ha vinto 6 scudetti, il Milan 3. Se li sommiamo fanno 9 su 11.
E se andiamo a fare il calcolo dei diritti televisivi che hanno incassato le due squadre assieme vediamo che si sono appunto spartiti, miliardo piu’ miliardo meno, circa il 70% della torta.
E allora non mi si venga a raccontare che il buon Galliani, presidente di Lega, dirigente Fininvest, presidente del Milan e uomo dell’exPresDelCons non c’entra nulla in tutto questo. Ma dove viveva ’sto pover uomo? Su marte?
Ma non e’ di questo che vorrei parlare. La giustizia, si spera, fara’ il suo corso senza pieta’ per nessuno.
Punto.

E’ dell’humus a-culturale su cui tale bubbone e’ cresciuto che vorrei parlare.
L’humus che non non prevede che i rapporti fra le persone siano basati su diritti e doveri. No, su favori e torti.
Humus in base al quale “il fine giustifica i mezzi“, sempre e comunque. Inconsapevolmente, quegli idioti di gobbi che domenica hanno esposto questo (raccapriciante) striscione, hanno colpito nel segno. Perche’ hanno toccato il vulnus morale che sta alla base di tutto quello che e’ successo. L’idea, peregrina, che per vincere qualunque comportamento sia accettabile. E una volta che assieme alla vittoria sono arrivati soldi e potere (e Moggi sicuramente, vincente ricco e potente lo era eccome) tutto sia concesso. Senza limiti.
Quasi si fosse diventati intoccabili.

Se vogliamo, anche quell’idiota di Padovano ne e’ la prova: si sentiva talmente intoccabile da andare ad investire i suoi soldi in un traffico di Hashish. Ma a chi e’ che affida i suoi soldi? A un imbecille suo pari di La Cassa, provincia di Torino  (1496 abitanti), che giusto per tenere lontani da se’ i sospetti, non fa un tubo dal mattino alla sera, gira con auto da capogiro, fa il bulletto del quartierino e, geniale, va all’ufficio postale del suo paese a versare 100 mila euro in contanti, portati in una scatola di scarpe.
Anche qui, alla base, l’idea che il denaro (facile), la fama, la notorieta’ rendano intoccabili, appunto.

[roba che devono sbatterli entrambi in galera, e buttar via la chiave… come dice una mia amica, non per il reato in se’, ma per togliere dalla circolazione due pericolosi dementi].

Idea che purtroppo, nel paese dei calciatori e delle veline, dei tronisti e dei grandifratelli, di chi e’ considerato coglione perche’ non vota col portafoglio, sembra alquanto diffusa.

Scriveva martedi’ Michele Serra su Repubblica:

Luciano Moggi era temutissimo, chiacchieratissimo, ma anche molto ammirato: perché vinceva molto, e perché era potente. Ecco, forse basterebbe, per cominciare a rimediare almeno un poco all’analfabetismo etico di questo paese, confutare energicamente questa idea, non so se più stupida o più disgustosa, che ricchezza e potere giustifichino tutto. L’abicì della convivenza, appunto.

Non si puo’ che sottoscrivere appieno.

PS si diceva un tempo che il denaro e’ lo sterco del demonio. Non vorrei arrivare a giudizi cosi’ tranchant (che poi mi date del veterocomunista e non va bene). 
Pero’ in questo caso anche il detto pecunia non olet non e’ per nulla appropriato.
Perche’ olet, e pure parecchio.
Puzza di merda.
Anzi, puzza di pezzi di merda.

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Impagabile

Pubblicato in politics da marco.inge il 17 May, 2006

L’ex PresDelCons, livido in volto, lascia finalmente palazzo Chigi.

PRICELESS

Un augurio: non vogliamo rivederti MAI PIU’…
Te lo diciamo col cuore…

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Dignità l’è morta…

Pubblicato in invedibili, una.banda.di.idioti da marco.inge il 14 May, 2006

dignità  l'è morta

INVEDIBILI

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TorinoMia

Pubblicato in personalia, urbe.olympica da marco.inge il 13 May, 2006

torinomia

Questa sera, alle 18 e 30, vado qui, da Beppe Marchetti.

Perche’?
Perche’ c’e’ la premiazione di Torinomia, concorso riservato ai blogger torinesi che si sono cimentati nello scrivere la loro Torino in 1000 battute.

Ci saranno i blogger, ci sara’ la giuria (Miti’ Vigliero, Barbara Sgarzi e Guido Catalano).
Ci sara’ vino buono e allegria. Ci sarano tanti libri.

E ci saro’ IO.
Cosa assolutamente trascurabile per tutti tranne che per me, ovviamente.
Che sono nell’ordine:

  • felice di conoscere altri blogger torinesi
    felice di incontrare gli illustri giurati
  • felice, dopo intenso e snervante carteggio di servizio con lui, di conoscere finalmente di persona Beppe e la sua libreria
  • ma soprattutto felice di essermi messo alla prova e di aver partecipato al concorso…

Ma non ditelo a nessuno, OK?

Se il buongiorno si vede dal mattino…

Pubblicato in politics da marco.inge il 10 May, 2006

…anzi, dall’alba, non possiamo che rallegrarci dell’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica.

Presidente della RepubblicaQuesto è il testo del discorso del neo-Presidente, pronunciato il 15 novembre 2005, durante la discussione al Senato sulla riforma della Parte II della Costituzione, meglio conosciuta come con l’orribile termine di devolution.
(Discorso tratto dal sito del movimento Libertà e Giustizia… come vedete il Partito d’Azione anche in questo caso ci mette il suo postumo zampino…) 
Riforma concepita sotto la guida del fine costituzionalista Calderoli (sì, quello delle magliette su Maometto) nella famosa baita di Livigno, poi approvata a colpi di maggioranza dalla Casa della Libertà (ai domiciliari), su cui saremo chiamati ad esprimerci nel referendum connfermativo di Giugno.
Discorso estremamente significativo, di ampia prospettiva, che ricostruisce la storia dei tentativi di riforma della Costituzione (sgombrando il campo dall’equivoco di una classe politica chiusa su se stessa e cristallizzata nella difesa dello Status Quo costituzionale), sottolineando soprattutto come tutti i precedenti tentativi fossero stati caratterizzati dal contributo corale (pur nelle reciproche differenze) di tutti i partecipanti. Finanche all’incipit della Bicamerale di D’Alema, che poi andò a gambe all’aria proprio per lo sfilarsi della destra.

Un discorso quindi che richiama prima che i contenuti il metodo con il quale si tentò di adattare la Carta alle mutate esigenze politiche del paese.
Ma significativi e netti anche i passaggi di merito:

[…] Quel che anch’io giudico inaccettabile è, invece, il voler dilatare in modo abnorme i poteri del Primo Ministro, secondo uno schema che non trova l’eguale in altri modelli costituzionali europei e, più in generale, lo sfuggire ad ogni vincolo di pesi e contrappesi, di equilibri istituzionali, di limiti e di regole da condividere.[…]

[…] ancor più, un indebolimento dell’istituzione suprema di garanzia, la Presidenza della Repubblica, di cui tutti avremmo dovuto apprezzare l’inestimabile valore in questi anni di più duro scontro politico. […]

ma soprattutto spietato il suo giudizio politico:

[…] il contrasto che ha preso corpo in Parlamento da due anni a questa parte e che si proporrà agli elettori chiamati a pronunciarsi prossimamente nel referendum confermativo non è tra passato e futuro, tra conservazione e innovazione, come si vorrebbe far credere, ma tra due antitetiche versioni della riforma dell’ordinamento della Repubblica: la prima, dominata da una logica di estrema personalizzazione della politica e del potere e da un deteriore compromesso tra calcoli di parte, a prezzo di una disarticolazione del tessuto istituzionale; la seconda, rispondente ad un’idea di coerente ed efficace riassetto dei poteri e degli equilibri istituzionali nel rispetto di fondamentali principi e valori democratici.

Penso che non ci si possa che compiacere…

Auguri, Presidente!!!

PS quando gli idioti della destra chiamano in causa il metodo seguito nell’elezione di Napolitano ritenendolo inaccettabile, o quando lanciano alti lai sulla presunta mancanza di garanzie per l’opposizione che deriverebbe dall’avere un Presidente come lui, pensino prima allo scempio che hanno tentato di fare (visto che come elettori abbiamo ancora tempo di bloccarlo) della Carta Costituzionale… contino fino a 1000 e poi, eventualmete, parlino.
Collegando magari prima il cervello, qualora possibile. 

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Tirarsela via blog

Pubblicato in personalia, urbe.olympica da marco.inge il 8 May, 2006

eva astronaut on ISS

Questa sera alle ore 22, su Discovery Channel, parte la serie intitolata Costruzioni Impossibili, prima puntata dedicata alla Stazione Spaziale Internazionale [ISS]

Special Guest (o meglio comparsa coprotagonista), il sottoscritto, che interpreta se stesso all’interno del Node 3 in costruzione negli stabilimenti Alenia Spazio di Torino (dove, per chi non lo sapesse, sono stati costruiti circa il 70% dei moduli pressurizzati dell’ISS)

Interpretazione di me stesso che consiste sostanzialmente nel fingere di lavorare, attività in cui peraltro mi trovo assolutamente a mio agio.

ADDENDUM: Discovery Channel (nella persona del regista del programma, un Canadese molto gayo ma molto simpatico), ci ha dato un informazione sbagliata: la serie originale in inglese, il cui titolo è Bulding the Biggest, corrisponde effettivamente a Costruzioni Impossibili. Solo che la puntata di ieri sera era dedicata alla costruzione di una qualche Pipeline in Norvegia.
Presumibilmente quella sulla Stazione Spaziale andrà in onda Lunedì 15 Maggio, sempre alle 22.
Vi terrò informati…

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TotoQuirinale II

Pubblicato in politics da marco.inge il 7 May, 2006

sottoscrivo in toto,as usual…

Commedia all’Italiana di pessima fattura
di EUGENIO SCALFARI

SIA a sinistra sia a destra si cerca e si vuole un presidente della Repubblica gradito alle due parti in causa. Questo è bene. Il Capo dello Stato rappresenta la nazione nella sua unità e non può essere espressione d’una sola forza politica. Infatti, non appena eletto e quali che siano la sua biografia, la sua cultura, le sue convinzioni, egli si affretta a porsi al di sopra delle parti e proclamare la sua autonomia nei confronti di chiunque. Così è sempre stato, almeno a parole. Talvolta anche nei fatti.
Non è però quasi mai accaduto nei 60 anni della nostra storia repubblicana che al Quirinale sia andato un uomo scelto al di fuori del Parlamento e dei partiti che vi sono rappresentati. Gronchi era democristiano e leader d’una delle correnti di quel partito. Così pure Antonio Segni.

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